Aeko Burbera

Non ho mai avuto la possibilità di provare una Fat Bike, ma devo dire che ogni volta che ne vedevo passare una la curiosità era tanta, così come erano tanti i pregiudizi dati dalle voci di corridoio che più volte mi è capitato di sentire: si fa una fatica a pedalare con quei copertoni così grossi; è un barcone scomodo da governare in curva. Ora che sono riuscito a provare una Fat devo dire che chiunque metta in giro certe dicerie è perchè non ha mai provato una Fat top di gamma.

La Aeko Bike è un ditta italiana, 100% romagnola e produce telai fatti interamente a mano, sia in acciaio che in alluminio. Sul sito su può leggere una nota del proprietario che recita: Pedalare un sogno” rappresenta la mia visione del fare, del fare con passione e cura per far sognare i miei affezionati clienti, ragione della mia passione e del mio “fare”. Effettivamente la sensazione che ho provato nel pedalare la Burbera è stata proprio quasi di un sogno, per un’ora mi sono dimenticato di avere una bici sotto ai piedi e mi sono solo concentrato a ciò che il bosco e i single track mi trasmettevano.

Ma andiamo per ordine:

-Telaio Aeko Burbera

-Forcella Lauf Cycling

-trasmissione Sram Rival 1×12

-Freni TRP

-cerchi Zirculum90 Carbon.

In parole povere, una Fat leggera e prestante come una MTB front.

La prima sensazione appena uscito dal negozio è di forte resistenza, effettivamente sull’asfalto l’attrito si fa sentire, complice anche la poca pressione (1atm) utilizzata per testarla al meglio sullo sconnesso. Come percorso ho scelto il parco del lura, saltando tutto il percorso principale e concentrandomi solo su sentieri secondari. Entrato nel parco la sensazione è subito cambiata e la resistenza ha lasciato posto a un buon rotolamento delle coperture.

La forcella segue i tuoi movimenti e ti accompagna silenziosamente, quasi non mi ricordavo neanche di avere una forcella ammortizzata (se così si può chiamare) ma effettivamente più incontravo punti sconnessi e più sentivo l’aiuto che mi offriva nel superarli. Sulle salite e sui rilanci è precisa lasciandoti esprimere tutta la potenza necessaria a superare la salita o a rilanciare dopo una tratto impegnativo.

Provo anche un sigle track stretto zig zagando tra gli alberi, la risposta dei cerchi e la tenuta dei copertoni (bhe, su quest’ultima non avevo molti dubbi essendo larghi una spanna) devo dire che hanno superato le mie aspettative. I cerchi e i copertoni danno una sicurezza in curva impagabile, impostando la curva riesci a mantenerla bene con andature “elevate” (rimango comunque una pippa non è che vado a chissà quanto!!), i cerchi permettono cambi di direzione improvvisi e rapidi come qualsiasi mountain bike degna di questo nome. Un punto a favore rispetto alle tradizionali MTB è l’eccezionale tenuta sul fango, ci puoi tranquillamente galleggiare sopra anche in curva.

L’unico punto a sfavore è un fastidioso bumping, come se avessi un ammortizzatore sul posteriore, sicuramente dato dalla scarsa pressione del copertone e dalla sezione maggiorata dello stesso.

I freni si sono comportati molto bene, forse un pò spugnosi come sensazione rispetto ai concorrenti giapponesi ma comunque molto potenti e modulabili.

In generale sono rimasto molto colpito positivamente da questa esperienza, le sensazioni che mi ha dato sono state molto belle e mi sono proprio goduto l’uscita a cavallo di questa grassa compagna.

Cesare..

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